Piccola storia del montaggio video

Il cinema è stato inventato dai fratelli Lumiere, che però all’inizio, si limitavano a fare delle semplici “registrazioni” della realtà senza nessun altro intervento di post produzione. Praticamente mettevano la cinepresa su un cavalletto la accendevano verso una scena di un certo interesse e basta. La storia del montaggio è ricca di personaggi importanti come George Méliés che con i suoi primi montaggi , è considerato uno dei padri del cinema. I suoi lavori ricalcavano molto però il teatro, cioè qualunque scena iniziava e terminava sempre nello stesso luogo, la cinepresa era sempre immobile senza “entrare” nella scena. Un’altro montatore che ha fatto fare un salto di qualità al montaggio è stato Edwin S. Porter che circa un secolo fa prendendo materiale già girato da altri, costruì un vero film sui pompieri.

Ebbene Porter recupera da precedenti filmati scene reali di pompieri in attività, poi gira alcune scene costruite ad hoc, con una donna e un bambino chiusi in una stanza con del fumo. Alla fine con l’appropriato montaggio crea uno dei primi veri film dal titolo “La vita di un vigile del fuoco americano” in cui c’è una vera storia (il salvataggio di donna e bambino) e gli effetti speciali, che in realtà sono reali perché le riprese dei pompieri in attività erano autentiche.

Riporto per intero questo brano di Ernest Lindgren, perché anche se lo trovate su molti libri che parlano di montaggio, personalmente mi ha aperto la mente, quindi spero che lo troviate interessante.

“All’improvviso giro un angolo e trovo un bambino che, credendo di non essere visto, con un sasso in mano mira verso un’invitante finestra. Mentre lancia il sasso vado con lo sguardo alla finestra per vedere se riesce a colpirla, poi istintivamente torno a guardarlo per vedere cosa vuole fare ancora, ma lui guarda un punto dietro le mie spalle, cambia espressione e scappa a tutta velocità. Mi giro e vedo un poliziotto che ha appena girato l’angolo.La giustificazione fondamentale del montaggio sta nel fatto che esso riproduce il processo mentale ora descritto, cioè l’impiego del montaggio riproduce esattamente il modo in cui normalmente osserviamo la realtà. “