Le basi dell’ editing video

Dal punto di vista tecnico, descrivere il montaggio è abbastanza semplice: si tratta infatti della fase di lavorazione in cui si eliminano dalla pellicola le scene ritenute superflue o errate e si collegano in successione quelle rimaste, in modo da ottenere una sequenza che soddisfi i desideri e le esigenze artistiche del regista. Detta così, davvero semplice. Occorre tuttavia notare che in un film viene utilizzato in media circa un decimo della pellicola girata: in altre parole, per ottenere dieci minuti di pellicola utili se ne devono girare circa cento. Inoltre, montare le scene in una sequenza che assicuri esattamente il risultato che il regista vuole ottenere sottintende che la fase di montaggio è una fase estremamente creativa e passionale, non freddamente tecnica come potrebbe sembrare a prima vista. È il montatore che, in accordo con il regista, ma talvolta in completa autonomia, deve operare vere e proprie scelte creative e d’autore, secondo la propria sensibilità e la propria professionalità, e trasmettere nel film quella carica emotiva che poi questo dovrà comunicare agli spettatori.

Questo è un punto importante. È pur vero che il montatore non crea nulla e che la materia prima c’è già, ma è altrettanto vero che la materia prima viene manipolata dal montatore per mettere ordine e dare un senso là dove prima c’era solo un ammasso informe di materiale. Da questo punto di vista, l’opera del montatore non è molto diversa da quella dello scultore, di cui si dice che la massima abilità consista nell’intuire la forma che è racchiusa all’interno del blocco di pietra grezza e nel riuscire a portarla alla luce. Contrariamente a quanto si crede, un film non viene praticamente mai girato nell’ordine con cui viene poi proiettato, per una serie di ottime ragioni:

1) se l’azione è ambientata in luoghi diversi, è molto più economico per la produzionegirare in sessioni di lavoro consecutive tutte le scene che si svolgono nel medesimo ambiente, per poi trasferire il set nel successivo;
2) spesso il regista vuole riprendere (contemporaneamente o in successione) la stessa scena da angolature differenti o con piani differenti. In queste occasioni, il regista ha già in mente la fase del montaggio, dove sperimenterà la combinazionepiù efficace: quale soluzione comunica meglio il messaggio? Quella che prevede uno scambio rapido e ripetuto di piani panoramici e di dettagli del volto? O quella che fa intenso uso di voci fuori campo;
3) talvolta il regista gira scene diverse (soprattutto nei finali) e solo in fase di montaggio deciderà definitivamente lo svolgimento del film. Il montatore si trova così a disposizione una quantità di materiale enormemente superiore a quanta ne occorra in realtà per la realizzazione del film ed è proprio per questo che la sua sensibilità diventa importantissima. La scelta delle scene, del ritmo, della sequenza (mostrare le scene in ordine cronologico o in flash back può comportare risultati opposti) è una vera e propria arte creativa.
La realizzazione di un montaggio è per certi aspetti simile non solo alla scultura, ma anche alla scrittura di un libro: come un narratore corre il rischio di inserire nel romanzo dialoghi o periodi solo perché strutturalmente affascinanti, spesso il montatore corre il rischio di innamorarsi di alcune scene ritenute particolarmentebelle e dense di significato, ma che non si legano con la struttura del film. In questi casi è molto difficile riuscire a fare a meno di queste scene e gettarle nel cestino, ma è quanto un bravo montatore deve fare; deve in altre parole staccarsi dalle singole scene e sforzarsi di vedere il film nel suo insieme, in modo che sia l’intero a conferire significato a ogni singola parte e nel contempo la sequenza delle scene partecipi all’attribuzione del significato.

4 risposte a “Le basi dell’ editing video

  1. mi piace il paragone del montatore ad uno scrittore o ad uno scultore……ci ho sempre visto un’arte particolare in questo mestiere ed è questo uno dei principali motivi per cui ne sto diventando un’appassionata.
    Grazie per questo contributo!

  2. “…deve in altre parole staccarsi dalle singole scene e sforzarsi di vedere il film nel suo insieme, in modo che sia l’intero a conferire significato a ogni singola parte e nel contempo la sequenza delle scene partecipi all’attribuzione del significato. ”
    A mio parere questo aspetto è quello più importante. Grazie Sergio!

I commenti sono chiusi.