Regole dell’editing video

Ad essere sinceri, definire delle regole in una disciplina che è un’arte non ha molto senso, ma diciamo che queste regole sono adatte per i meno esperti. Se un soggetto esce a destra dalla vostra inquadratura, ricordatevi di farlo entrare a sinistra in quella successiva. Stessa cosa con sopra-sotto, sinistra-destra obliquo ecc. Se non rispettate la regola lo spettatore ha l’impressione che il soggetto abbia cambiato direzione.

Esempio: Avete una scena di uno sciatore che esce dal quadro a destra e la montate con un’altra in contro campo che entra sempre da destra. Provate ad immaginarvi la scena vi sembrerà che lo sciatore abbia nel frattempo fatto un cambio di direzione.

Nella magia del montaggio potete far credere che due tizi parlino fra loro, anteponendo il P.P di uno, con quello dell’altro. Il trucchetto funziona solo se uno è rivolto a destra e l’altro a sinistra ed è importante anche dove quardano (se uno dei due quarda un po’ più verso l’altro e l’altro un po’ più verso il basso va bene, altrimenti vi siete fregati e lo spettatore capisce il trucco.

Analizziamo ora il caso di dover montare dei quadri che non appartengono alla stessa scena, ma a sequenze diverse o addirittura a parti diverse del vostro film. Ad esempio un viaggio in cui dovete unire la parte relativa alla partenza, con le scene di ambientamento dove si descrive il luogo di destinazione. In questi casi un ottimo aiuto ci viene utilizzando una dissolvenza in chiusura sul nero e successiva dissolvenza in apertura, ma esiste un’altra possibilità molto efficace che va sotto il nome di “Montaggio Discontinuo”. Questo studio fu fatto da tre padri del montaggio che definirono 4 possibili attacchi tra due quadri. Per dovere di cronaca si tratta diEjzenstejnPudovkingTimoscenko:

  1. Anologia di forma e contenuto.
  2. Analogia di forma e contrasto di contenuto.
  3. Contrasto di forma e analogia di contenuto.
  4. Contrasto di forma e contenuto.

Per analogia di forma potete immaginare due oggetti che in qualche modo si somigliano, ade esempio avete terminato di riprendere la penna di un soggetto che stava scrivendo e passate al pennello di un pittore che sta facendo un ritratto.

Per contrasto tutto quello che ovviamente porta lo spettatore quasi a sorprendersi della differenza tra le due sequenze, come ad esempio avete terminato di riprendere una romantica scena sul mare notturno con il P.P. di un piede che cammina sul bagnasciuga e collegate un P.P. di una scarpa alla moda che si agita ritmicamente al suono assordante della discoteca; in questo caso siamo al contrasto di forma (piede e scarpa alla moda) e contrasto di contenuto (il mare di notte in silenzio e il fragore e le luci della discoteca).

Nel montaggio di quadri o scene appartenenti ad una stessa sequenza, c’è un modo di operare in cui si interrompe la ripresa mantenendo la telecamera su cavalletto e si spostano i soggetti ed il risultato finale è l’apparizione e/o scomparsa di soggetti.
Questo tipo di montaggio, che per la cronaca si chiama: “Montaggio Nascosto” ed è stato inventato da quel genio di Méliès, è stato molto utilizzato nel cinema come semplice trucco di magia e probabilmente anche voi lo avete molto utilizzato. Tuttavia mi permetto di segnalarlo per estendere il suo utilizzo al di la di semplice trucco di magia, cioè per far comparire o scomparire i vostri soggetti.
Riprendendo ad esempio un orologio con le lancette che improvvisamente cambiano posizione (magari utilizzando una rapida dissolvenza per ammorbidire il passaggio) oppure un posacenere che improvvisamente da vuoto si fa pieno di “cicche” suggeriscono allo spettatore che il tempo sia passato senza allungare inutilmente il “tempo cinematografico”.

Gli errori di continuità

Tra i peggiori e più evidenti errori sintattici che si possono trovare nei nostri video, ma anche in quelli fatti dai professionisti, ci sono sicuramente quelli definiti come “Errori di continuità”. In sostanza si verificano quando risulta evidente una incongruenza temporale, formale o altro tra un quadro (o una scena) e la successiva. Purtroppo la maggior parte di questi errori si verifica durante le riprese e quindi in fase di montaggio è impossibile rimediare se non rimuovendo in maniera drastica le scene incriminate.

Facciamo un esempio: immaginiamo il caso classico in cui vogliamo montare alcuni quadri composti da persone e/o cose, non nello stesso ordine cronologico con cui le abbiamo registrate, per particolari esigenze narrative. A dire il vero questa situazione capita spessissimo, e gli errori più frequenti si verificano perché ad esempio un soggetto fuma e la lunghezza della sigaretta appare all’inizio lunga poi corta, poi un po’ più lunga ecc., tradendo il susseguirsi temporale della scena. Oppure più evidente il soggetto si è nel frattempo cambiato un indumento, sciolto i capelli, spostato un elemento del suo vestiario ecc..

Per esempio negli “Gli intoccabili” con Sean Connery in cui il protagonista che parlava con un interlocutore con cui si alternavano i quadri, appariva con il colletto della camicia allacciato, poi slacciato, poi nuovamente allacciato e questo parecchie volte nella stessa scena.

2 risposte a “Regole dell’editing video

  1. Sergio permettimi di fare un piccolo appunto alla premessa del tuo articolo.
    L’editing, o come diciamo noi in Italia, il montaggio, non è propriamente un arte ma un linguaggio. Come tutti i linguaggi possiede delle convenzioni perchè come scopo ultimo ha quello di essere compreso. Come il linguaggio umano nel senso classico del termine. E come esso può diventare arte. Leggere qualcosa di Shakespeare o Manzoni è sicuramente un modo per avvicinarsi all’arte del linguaggio, come vedere una sequenza o un intero film di Kubrik o Kurosawa lo è per il montaggio (frase molto limitativa in quanto un film è assoluatmente qualcosa di più). Quindi ben vengano le regole che “grammatizzano” il montaggio perchè a nessuno fa piacere vedere una sequenza sconclusionata come a nessuno piacerebbe leggere un libro sgrammaticato.

    Ti auguro buion lavoro.

    • Caro Massimo, sono d’accordo con te ma le regole servono per creare arte e considero l’editing un’arte con delle sue regole.
      Grazie per il commento e auguro buon lavoro anche a te. A presto spero che tornerai a farmi visita.

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